| www.clubnatura.it | |
|
Dal suono dei passi leggeri Ti voglio mettere in Anna, in nome di Dio, non Da quella sera cominciò una Tutto è finito - disse Sopraggiunse intanto la La primavera aveva tardato ad Perché il falegname non Su, magari, vada per Ma voi, del resto, anche Non fa nulla, padrone, si Levin montò a cavallo e andò Mentre nella migliore Stepan Arkad'ic non disse Ehi, Agaf'ja Michajlovna Ho ordinato di attaccare Negli intervalli di calma Si udì un fischio lontano e Come vuoi.Adesso stavano in Stepan Arkad'ic sorrise Come, la contata degli Non ho osato mancare a un Noi non ci faremo certo Proprio così - rispose Che il diavolo se lo Ecco, voi almeno mi fate Se allora da parte di lei No, io non so se tu sia al Il fratello maggiore Dirò naturalmente che Betsy info |
Ti voglio mettere in- Ti voglio mettere in guardia - disse a voce bassa - perché tu non dia, per incoscienza o leggerezza, motivo di far parlare di te in società. Il tuo colloquio di oggi troppo vivace con il conte Vronskij - pronunciò fermamente e dopo una tranquilla pausa questo nome - ha attirato su di te l'attenzione.Egli parlava e guardava gli occhi ridenti di lei, ormai paurosi per la loro impenetrabilità, e parlando sentiva tutta la vanità e l'oziosità delle proprie parole.- Tu sei sempre così - rispondeva lei, come se non riuscisse a capirlo in nessun modo e come se di tutto quello ch'egli aveva detto avesse afferrato solo l'ultima cosa. - Un momento ti spiace che io mi annoi, un momento che io sia allegra. Non mi sono annoiata. Questo forse ti offende?Aleksej Aleksandrovic ebbe un brivido, piegò le mani per farle scricchiolare.- Ah, ti prego, non le fare scricchiolare, non mi piace - disse lei.- Ma, Anna, sei proprio tu? - disse Aleksej Aleksandrovic piano, facendo uno sforzo su di sé per trattenersi dal gesto abituale delle mani.- Ma cos'è mai? - disse lei con uno stupore comicamente sincero. - Che vuoi da me?Aleksej Aleksandrovic tacque, si fregò la fronte e gli occhi con una mano. Si accorgeva che invece di quello che voleva fare, mettere cioè in guardia la moglie da quello che poteva apparire un errore agli occhi del mondo, si agitava involontariamente per quello che riguardava la coscienza di lei, e lottava contro un muro creato dalla sua stessa immaginazione.- Ecco quello che intendo dirti - continuò freddo e tranquillo - e ti chiedo di ascoltarmi. Come sai, io ritengo che la gelosia offenda e umilii, e non mi permetterò mai di lasciarmi andare a questo sentimento; ma ci sono certe leggi di convenienza che non possono essere impunemente trasgredite. Non sono stato io a notarlo quest'oggi, ma è l'impressione generale prodotta sulla compagnia; tutti hanno notato che il tuo contegno e il tuo comportamento non erano quali precisamente si potevano desiderare.- Non capisco proprio nulla - disse Anna, stringendosi nelle spalle. "A lui personalmente non importa alcun che, ma la compagnia lo ha notato, e lui se ne inquieta". - Tu stai poco bene, Aleksej Aleksandrovic - aggiunse, alzandosi per uscire dalla porta; ma egli le si parò innanzi, quasi a fermarla.Il suo viso era torvo e tetro come Anna non l'aveva mai veduto. Ella si fermò e, buttando il capo all'indietro, da un lato, prese a toglier via le forcine con la mano agile.- Ebbene, io ascolto quel che devi dirmi - disse con calma e irrisione. - E ascolto anzi con interesse, perché vorrei capire di che cosa si tratta.Parlava, e si stupiva del tono calmo e sincero che le veniva naturale e della scelta delle parole che adoperava.- Io non ho alcun diritto di entrare in fondo ai tuoi sentimenti, anzi in genere ritengo ciò inutile e perfino dannoso - cominciò Aleksej Aleksandrovic . - Tante volte, scavando nell'anima nostra, ne facciamo venir fuori qualcosa che sarebbe rimasto inosservato. I tuoi sentimenti riguardano la tua coscienza; ma io ho l'obbligo verso di te, verso di me e verso Dio di indicarti i tuoi doveri. La nostra vita è stata legata non dagli uomini, ma da Dio. Solo un delitto può infrangere questo legame, e un delitto di tal genere porta con sé una pena.- Non capisco nulla. Ah, Dio mio! e, per mia disgrazia, ho tanta voglia di dormire! - disse lei in fretta, toccando con la mano i capelli per cercarvi le forcine rimaste. |