| www.clubnatura.it | |
|
Dal suono dei passi leggeri Ti voglio mettere in Anna, in nome di Dio, non Da quella sera cominciò una Tutto è finito - disse Sopraggiunse intanto la La primavera aveva tardato ad Perché il falegname non Su, magari, vada per Ma voi, del resto, anche Non fa nulla, padrone, si Levin montò a cavallo e andò Mentre nella migliore Stepan Arkad'ic non disse Ehi, Agaf'ja Michajlovna Ho ordinato di attaccare Negli intervalli di calma Si udì un fischio lontano e Come vuoi.Adesso stavano in Stepan Arkad'ic sorrise Come, la contata degli Non ho osato mancare a un Noi non ci faremo certo Proprio così - rispose Che il diavolo se lo Ecco, voi almeno mi fate Se allora da parte di lei No, io non so se tu sia al Il fratello maggiore Dirò naturalmente che Betsy info |
Mentre nella miglioreMentre nella migliore disposizione d'animo si avvicinava a casa, Levin sentì un tinnir di sonagli dalla parte principale dell'ingresso della casa."Ma è qualcuno che viene dalla stazione - pensò - è proprio l'ora del treno di Mosca. Chi può essere? Che sia Nikolaj? L'ha detto del resto: (Può darsi che vada a fare la cura delle acque, ma chi sa che non venga da te(". Sulle prime provò sgomento e rammarico al pensiero che la presenza del fratello Nikolaj non avesse a turbare quella sua felice disposizione d'animo. Ma poi si vergognò di questo suo sentimento, e subito gli aprì, per così dire, spiritualmente le braccia, e con gioia intenerita s'aspettò e desiderò con tutta l'anima che fosse il fratello. Stimolò il cavallo e, oltrepassata l'acacia, vide la trojka postale della stazione ferroviaria e un signore in pelliccia. Non era il fratello. "Ah, se fosse qualche persona simpatica con la quale poter parlare!" pensò.- Ah - gridò con gioia Levin, alzando tutte e due le braccia. - Ecco un ospite gradito! Ah, come sono felice di vederti! - gridò, riconoscendo Stepan Arkad'ic."Così probabilmente saprò se si è sposata o quando si sposerà" pensò.E in quella magnifica giornata di primavera, sentì che il ricordo di lei non gli faceva più alcun male.- Forse non m'aspettavi? - disse Stepan Arkad'ic, uscendo dalla slitta con vari schizzi di fango alla radice del naso, sulla guancia e sul sopracciglio, ma splendente di buonumore e di salute. - Sono venuto, prima di tutto, per vederti - disse, abbracciandolo e baciandolo; - poi, per fermarmi un po' per la caccia, ed infine anche per vendere il bosco di Ergu(ovo.- Benone! Ma che primavera! com'è che sei arrivato fin qui in slitta?- In carrozza è anche peggio, Konstantin Dmitric - rispose il postiglione che lo conosceva.- Be', sono molto contento di vederti - disse Levin, sorridendo sinceramente di un riso infantile e festoso.Levin guidò l'ospite nella camera dei forestieri, dove appunto erano state portate le cose di Stepan Arkad'ic: un sacco, un fucile nel fodero, una borsa per i sigari; e, lasciatolo a lavarsi e a cambiarsi, passò nel frattempo in amministrazione a dare gli ordini per l'aratura e per il trifoglio. Agaf'ja Michajlovna, sempre molto preoccupata del prestigio della casa, gli venne incontro in anticamera con alcune domande intorno al pranzo.- Fate come volete, purché al più presto - disse lui, e andò dall'amministratore.Quando tornò, Stepan Arkad'ic, lavato, pettinato e raggiante, usciva dalla sua camera, e insieme salirono.- Ma come son contento d'essere arrivato fin qui da te! Ora capirò in che cosa consistono i prodigi che tu compi qua! Ma, davvero, ti invidio. Che casa, come tutto è eccellente! - disse Stepan Arkad'ic, dimenticando che non sempre c'erano la primavera e le giornate chiare come quella. - E la tua governante che delizia! Forse sarebbe più desiderabile una graziosa cameriera in grembiulino, ma per il tuo cenobitismo e la tua austerità questo va proprio bene.Stepan Arkad'ic raccontò molte cose interessanti e gli diede la notizia, che riguardava in particolare Levin, che il fratello Sergej Ivanovic si preparava ad andare da lui in campagna per l'estate. |